venerdì 20 febbraio 2009

IL SERVIZIO MILITARE 3 - La franchigia






















Quando mi parlarono per la prima volta di "franchigia", pensai che si riferissero a qualche tipo di polizza di rca, le assicurazioni per la circolazione di automobili, bonus/malus o qualcosa del genere. Non appena realizzai che invece tale appellativo gergale stesse ad indicare quella manciata di ore in cui ogni marinaio - ovviamente libero da servizi di guardia - era libero di poter uscire dalla caserma per respirare una boccata d' aria con i propri commilitoni, mi attrezzai con tanto di macchina fotografica e sorriso smagliante a novanta denti per farmi scattare decine e decine di fotografie che avrebbero ben presto riempito l' album da mostrare in futuro ai propri nipotini...

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Dai "Carmina Burana":

"Poiché provo nel mio animo un forte turbamento, al colmo dell'amarezza mi lamento di me stesso. Formato di materia assai leggera, mi sento simile ad una foglia con la quale gioca il vento. Mentre è proprio del saggio porre sulla roccia salde fondamenta, io stolto, mi paragono ad un fiume sempre in corsa che non si ferma mai sotto lo stesso cielo. Vado alla deriva come una nave priva di nocchiero, come un uccello che vaga per le vie del cielo; non c'è catena che mi trattenga, né chiave che mi rinchiuda, cerco i miei simili e mi unisco così ai malvagi. Condurre una vita austera è per me quasi impossibile; io amo infatti il gioco che mi piace più del miele. Qualunque impresa mi chieda Venere, che non risiede mai negli animi meschini, è una piacevole fatica. Percorro la via più facile com'è proprio dei giovani, e mi irretisco nei vizi scordando la virtù; più avido del piacere che della vita eterna, sono ormai morto nell'anima e curo solo il corpo."