venerdì 15 luglio 2011

AL DIAVOLO CHI DICE CHE GLI ITALIANI NON VOGLIONO PIU' FARE CERTI LAVORI

Scusate la volgarità che inevitabilmente stento a trattenere ingabbiata e fuoriesce ad imbrattare la strada della decenza e della pudicizia, ma l' argomento che vado oggi ad affontare mi colpisce visceralmente e non riesco a trattenere quella rabbia furiosa che vorrebbe abbattersi con furia di un maremoto sulle teste di quei soliti parassiti che affollano i palazzi di governo, parlamento, senato, regioni, province, comuni, comunità montane, consigli di amministrazione, etc.
Il mio sfogo di oggi ha come obiettivo tutta quella serie di inutili personaggi che, tra una cazzata e l' altra, ama mettere la ciliegina sulla torta sulla sua già inutile discussione. "Gli italiani non vogliono più fare certi lavori", dicono loro con quell' aria di saccenza che in realtà sottende il nulla. Vorrei vedere quanti di loro si sono mai "abbassati" a cercare lavoro in un cantiere edile qualsiasi, anche quello a pochi passi da casa propria. Magari si sarebbero sentiti rispondere dall' italianissimo titolare dell' impresa edile "no, grazie, mi dispiace. A me conviene assumere solo stranieri, li pago una cavolata e non si lamentano praticamente mai...".
Capito l' antifona? Non crediate che la situazione sia migliore per quanto riguarda i lavori più umili in altri settori, tipo quello turistico o la ristorazione. Provate a chiedere lavoro come lavapiatti in un ristorante, in una taverna, un pub, o in una bettola qualsiasi di quarto ordine. Niente da fare, a meno che non abbiate i benefici di legge degli apprendisti - che vengono sfruttati almeno quanto gli stranieri - oppure altre scappatorie legali che finiscono come sempre per arricchire e i soliti schifosissimi ladri che sguazzano nel mondo dell' imprenditoria italiana. L' immensa avidità di questi porci non ha limiti, ti chiedono di lavorare senza sosta, di fare il triplo di quello che le tue normali mansioni richiederebbe, di essere sempre formalissimo e di andare in bagno il meno possibile. Però quasi sempre dimenticano di applicare tanta pignoleria nei confronti di sè stessi, quando si tratta di pagare i propri dipendenti.
Ecco, il dipendente perfetto, per loro, deve lavorare gratis. Questo è il loro dogma. Ed a questo io rispondo perentoriamente: "Col cazzo. Se devo lavorare gratuitamente, piuttosto vado a fare vero volontariato e mi metto ad aiutare chi ha veramente bisogno. Non voglio contribuire ad arricchire chi mi vede solo come un animale da soma, da non rispettare e senza diritti".
Non posso fare a meno di incazzarmi su questo tema. Io ho sempre lavorato, anche durante gli studi alle superiori. Facevo il cameriere nel finesettimana (per cinquanta, massimo centomila vecchie lire della vecchia moneta). Ho lavorato per intere stagioni estive a Marina di Pietrasanta, ancora come cameriere presso una nota pizzeria, sia prima che dopo il diploma. Eh già, perchè tanto si sente sempre qualche testa di cazzo che ama ripetere che "gli italiani non vogliono più fare certi lavori". A tal proposito, se io avessi il potere e la facoltà di riscrivere il codice penale, sicuramente punirei questi ciarlatani ponendoli una palla al piede e costringendoli ai lavori forzati a tempo indeterminato. E magari impiegherei questi scansafatiche di professione a costruire autostrade, ponti e tutte quelle infrastrutture che mancano a questa nostra nostra amata e violentata nazione. Stuprata da questi ladri inetti che ci governano e NON ci rappresentano. E quando ci indignamo per le porcate che combinano quotidianamente e sistematicamente ai nostri danni, è proprio perchè noi, gente onesta e dalla morale cristallina, NON SIAMO COME LORO. Noi ci ammaziamo di lavoro anche quando restiamo a casa disoccupati, noi sappiamo fare i salti mortali anche senza risorse e riusciamo a mantenere a galla che, se fosse per loro, sarebbe già affondata da decenni.
Oltre che alle mie esperienze di lavoro giovanili da cameriere, in attesa del posto da impiegato - per il quale aveva studiato a scuola ed aveva conseguito meritatamente l' ambito titolo - il sottoscritto si era riciclato a fare pure il guardiano notturno, il portiere d' albergo, il magazziniere,il rappresentante, il pizzaiolo, l' operaio in un laboratorio di marmo,il buttafuori, l' addetto alla sicurezza a bordo delle navi da crociera, e molto altro. Al mio curriculum viate manca solamente il profilo di "domatore di leoni" e di "sirena umana sulle autoambulanze". Il bello (si fa per dire) era che lavoravo o in nero o con altri contratti fasulli - che avvantaggiavano solamente l' imprenditore e quando andava bene mi lasciavano in tasca solo quei miseri spiccioli previsti dai contratti nazionali. Sul fatto che poi mi avessero assicurato meno della metà dei giorni che avevo effettivamente lavorato, stendiamo un velo pietoso.
La mia formazione da geometra e disegnatore CAD me la sono dovuta costruire successivamente - sempre con contratti del menga, dal co.co.co. al chichirichì - attraverso aziende ridicole condotte da altri farabutti, imprenditori di mezzatacca che ti assumevano per mettere le mani sui soldi erogati da organi istituzionali e poi, una volta presi i soldi, ti licenziavano e facevano fallire l' azienda. Per poi ricominciare il giochino perverso, all' infinito.
Mi sono dovuto mettere a studiare tonnellate di videotutorial e manuali di disegno Autocad 3D in maniera da riqualificarmi ed aumentare il livello della mia preparazione, per lavorare come disegnatore meccanico ed arrivando fino a lavorare come geometra nell' ufficio tecnico del Comune di Empoli. Peccato che fosse un contratto precario, non potevano prorogare ulteriormente il mio contratto, perchè sarebbero stati costretti ad assumermi a tempo indeterminato. Ma tant' è. UN' odissea spaventosa, e poi mi tocca sentire cazzate del tipo "gli italiani non vogliono più fare certi lavori".
Pensateci un po': come mai queste frasi non vengono mai dette dalla gente comune, dai poveretti che affrontano la realtà di tutti i giorni?
Io per soldi faccio di tutto (a parte fare il criminale, a questo ci pensa lo stato, anche la sagoma al poligono di tiro. Ma i soldi devono essere sicuri e soprattutto il rispetto mi deve essere garantito, nella stessa maniera e nella stessa misura in cui io lo dò.
Ricordo ancora con malinconia ed amarezza, tanto per fare un esempio, il periodo prematrimoniale (circa una decina di anni fa) una di quelle volte in cui, sapendo da terzi che il mio contratto non sarebbe stato rinnovato, cominciai a stampare curriculum cartacei ed iniziai a camminare, sotto il sole di giugno e luglio, distribuendo curricula porta a porta, azienda per azienda, partendo dalla zona dell' Obelisco a Massa e attraversando a piedi tutta la zona indusgtriale, colonizzando la ex-Dalmine e percorrendo la Via Dorsale fino adarrivare ad Avenza. Ed i giorni, le settimane, i mesi a seguire... anche di peggio. Sforzi disumani alimentati da una energia che non so nemmeno da dove provenga, forse dal mio cuore, forse dall' idea doi poter cambiare il mondo nostante tutto volesse sembrare il contrario.
Ovviamente fu come seminare nella sabbia, fu una fatica vana, ma rifarei tutto quelloo che ho fatto proprio perchè sono a posto con la mia coscienza e so di avere fatto tutto - anzi, molti di più - di quello che si poteva umanamente fare.
Potrei creare l' atlante illustrato degli stronzi, una mappa accurata e dettagliatissima stile guida MIchelin, che però dedicherei ai peggiori pezzi di merda che ho incontrato nella zona da Viareggio a La Spezia da quando sono entrato (?) nel mondo del lavoro.
A mia sorella, che ha conseguito un attestato da parrucchiera, avevano proposto un contratto a tempo indeterminato, COSTRINGENDOLA, PERO', A FIRMARE ANCHE LE PROPRIE DIMISSIONI, in maniera stessa che quel criminale del datore di lavoro avrebbe potuto mandarla via in qualsiasi momento. Perchè nessuna tv e nessuna trasmissione dice mai queste cose? Perchè si sente dire solo che gli italiani non vogliono fare certi lavori?
E schiumo ancora di rabbia come un pitbull inferocito, quando sento degli idioti in tv che cercano di farmi il lavaggio del cervello, dicendomi che i posti di lavoro sono in aumento. Razza di somari, dico io, anche alle elementari la maestra ci insegnava a non sommare mai le mele con le pere, e voi mettete insieme le statistiche del lavoro stabile accorpandolo alla realtà effimera e precarissima del mondo dell' interinale e dei lavori tipo call-center? Ma andate al diavolo! Anzi, prima andate a lavorare. E quando si sarà conclusa la vostra inutile, inetta, ladra e maledetta esistenza, potrete andare all' inferno. Dove i diavoli vi faranno lavorare all' infinito, recuperando anche il tempo perso.

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Dai "Carmina Burana":

"Poiché provo nel mio animo un forte turbamento, al colmo dell'amarezza mi lamento di me stesso. Formato di materia assai leggera, mi sento simile ad una foglia con la quale gioca il vento. Mentre è proprio del saggio porre sulla roccia salde fondamenta, io stolto, mi paragono ad un fiume sempre in corsa che non si ferma mai sotto lo stesso cielo. Vado alla deriva come una nave priva di nocchiero, come un uccello che vaga per le vie del cielo; non c'è catena che mi trattenga, né chiave che mi rinchiuda, cerco i miei simili e mi unisco così ai malvagi. Condurre una vita austera è per me quasi impossibile; io amo infatti il gioco che mi piace più del miele. Qualunque impresa mi chieda Venere, che non risiede mai negli animi meschini, è una piacevole fatica. Percorro la via più facile com'è proprio dei giovani, e mi irretisco nei vizi scordando la virtù; più avido del piacere che della vita eterna, sono ormai morto nell'anima e curo solo il corpo."